La domanda 'Google Ads o Facebook Ads' nasconde una domanda più utile: il tuo cliente sta già cercando quello che vendi, oppure no? Perché è questa la vera differenza tra i due canali, non il prezzo o la piattaforma.
Google intercetta la domanda esistente. Qualcuno digita 'avvocato sovraindebitamento Palermo' e tu compari. È traffico caldo, con intenzione già formata: più vicino all'acquisto, di solito più costoso per click. Funziona quando le persone sanno di avere il problema e cercano attivamente una soluzione.
Meta, cioè Facebook e Instagram, crea la domanda. Le persone non stanno cercando te: scorrono il feed. Il tuo annuncio interrompe e accende un bisogno che era latente. È traffico più freddo ma molto più economico e scalabile, e ti permette di raggiungere chi non sa ancora di aver bisogno di te. Nei miei account Meta i costi per lead vanno da circa 1 a 2,30 euro nelle nicchie legali.
Un esempio concreto dal lato Meta: per uno studio su appalti pubblici (Spatara) 666 euro di spesa hanno prodotto 498 lead a 1,34 euro l'uno. Per un funnel con ebook nella nicchia legale, 1.017 contatti a 1,30 euro. Sono numeri che su Google, per le stesse parole molto competitive, sarebbero difficili da raggiungere, perché lì paghi l'intenzione alta.
La scelta pratica: se vendi un servizio che le persone cercano per nome e ti serve volume subito, parti da Google. Se il tuo servizio è nuovo, educativo o d'impulso, o se vuoi costruire un pubblico a costo basso, parti da Meta. Se hai budget per entrambi, la combinazione più forte è Meta per creare la domanda e riscaldare, Google per raccogliere chi poi cerca il tuo nome.
Quello che non cambia tra i due è il resto del motore. Un click, da Google o da Meta, muore se atterra su una pagina che non converte e non ha follow-up dietro. La piattaforma porta il traffico: il funnel, l'automazione e la misurazione decidono se quel traffico diventa fatturato.
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